Economic crisis, workers resist


Hunger is on the rise in Britain according to some of the UK’s leading food charities: here.

Gender inequality is a major cause & effect of hunger & poverty: estimated 60% of chronically hungry people are women: here.

Almost 3,000 people in England and Wales die each year as a result of fuel poverty, an inquiry revealed today: here.

It’s been a month of bitter contrasts for any observer of the British economy, with working people beset on all sides by assaults on their jobs, their pensions, their benefits and their standard of living: here.

Recent unemployment figures add to the growing list of government failures which must be resisted, says Jeremy Corbyn: here.

FALLING incomes will mean the biggest drop in living standards for middle-income families since the 1970s, when the Yom Kippur war resulted in the tripling of oil prices and a massive inflationary surge. For lower income, working class families and the poor facing the scrapping of benefits, the outlook is pauperism and hunger: here.

UNISON, the UK’s largest public sector union, on Monday welcomed a report from the Chartered Institute of Personnel and Development (CIPD) calling on the government to put a stop to public sector job cuts to boost economic growth: here.

ENOUGH IS ENOUGH! Thousands of Unison members voting for strike action: here.

Protests against the global financial system which have seen huge demonstrations in New York’s Wall Street will spread to the City of London this weekend: here.

WORKERS in Greece are building up a tremendous multi-form action front, with occupations of ministries and state buildings, strikes and demonstrations, against the barbaric government Bill of huge wage and pension cuts, tens of thousands of sackings and the destruction of national collective agreements: here.

1 thought on “Economic crisis, workers resist

  1. BOLOGNA – Scontri tra manifestanti e forze dell’ordine davanti alla Banca d’Italia di piazza Cavour, a Bologna. Due i momenti di contatto, per ora, tra i due «schieramenti», che si fronteggiano sotto al portico. Una ragazza è rimasta ferita. Si chiama Martina, ha 23 anni, studia Lettere: secondo le prime informazioni, è stata trasportata in ambulanza all’ospedale con alcuni denti rotti e il labbro ferito.
    I MANIFESTANTI – L’obiettivo dichiarato dei manifestanti, circa un centinaio tra studenti, collettivi, antagonisti di Tpo e Crash, è di tentare l’occupazione dell’istituto di credito. La banca è presidiata da carabinieri e polizia in tenuta antisommossa. I manifestanti hanno striscioni («No al debito», «A voi i debiti, a noi la borsa e la vita»), rinforzati con plexiglas e gomma piuma.
    I CONTATTI CON LE FORZE DELL’ORDINE – Verso le 11,20 il primo contatto. Gianmarco De Pieri, leader storico del centro sociale Tpo, al megafono annuncia: «Fateci entrare o entreremo a spinta, l’avevamo detto. Se qualcuno si fa male ognuno è responsabile delle proprie azioni». Dopo pochi minuti il gruppo comincia a premere contro gli scudi delle Forze dell’ordine, che poco dopo li respingono a colpi di manganello fino nella piazza. Il gruppo di manifestanti, dopo questi attimi di tensione, si ricompatta dietro agli striscioni. Poi, verso le 11,40, il secondo tentativo di sfondare, respinto da una seconda carica, piuttosto dura, delle forze dell’ordine. Dalla fila dei manifestanti, dopo le manganellate, partono bottigliette d’acqua e vola anche un pezzo di legno. Martina, studentessa di 23 anni, è ferita.

    CORTEO – «La giornata non finisce qui – urla al megafono De Pieri- aspettiamo che parta l’ambulanza e poi partiamo tutti insieme in corteo». Prima di lasciare la piazza, dalle fila dei manifestanti partono lanci di uova e qualche petardo. Poi parte il corteo, percorre via Castiglione, fino alla svolta in vicolo Monticelli: i manifestanti entrano nella sede dell’Unep (ufficio notificazioni esecuzioni e protesti).

    UFFICIO PROTESTI – All’Unep, i manifestanti hanno sfondato la porta dell’ufficio notifiche utilizzando un palo di metallo come ariete. Hanno portato via alcuni fascicoli, altri sono stati strappati e buttati per terra. Appeso uno striscione dall’edificio: «Diritto all’insolvenza». Barricati nei loro uffici, intanto, i lavoratori. Poi il corteo riparte, sempre su via Castiglione, in direzione centro. I ragazzi portano in spalla «Santa insolvenza», una statua che ricorda quelle delle processioni religiose.

    CONDANNE ALLA GESTIONE DELL’ORDINE PUBBLICO – Il corteo si scioglie in piazza Verdi, non prima però aver di condannato la gestione dell’ordine pubblico durante la manifestazione: «Cercheremo di capire chi ha colpito Martina, attraverso foto e video – dice De Pieri – Presenteremo, attraverso i nostri legali, un esposto. Riteniamo che la persona responsabile oggi dell’ordine pubblico non debba far più parte della squadra della Questura di Bologna».

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