Yugoslavia war, 1999-2009


This video is called Carla Del Ponte: Kosovo Serbs Murdered For Their Organs.

NATO bombs still haunt Serbs, 9 years on.

By David N. Gibbs, in the United States Jewish magazine Tikkun:

Was Kosovo the Good War?

This article draws from David N. Gibbs‘s new book, First Do No Harm: Humanitarian Intervention and the Destruction of Yugoslavia (Vanderbilt University Press, June 2009), especially from chapter 7. Readers interested in obtaining full source citations can find most of them in the book or request them from the author at dgibbs@arizona.edu.

As the 1999 NATO war against Serbia reaches its tenth anniversary, it is being recalled with a measure of nostalgia. The Kosovo war is remembered as the “good war” — a genuinely moral military action, which offers a reassuring contrast with the Iraq fiasco. The Kosovo war was undertaken (so the argument goes) only as a last resort, to restrain an unpleasant dictator (Slobodan Milosevic) who would only respond to force. And the war produced positive results, in the sense that Kosovo was freed from Serb oppression and Milosevic was soon overthrown. Now, a decade later, the Kosovo war is recalled as an exemplary case of humanitarian intervention, and is widely viewed as a model for possible interventions in Darfur [see also here] and elsewhere. Indeed some of the key figures in the Obama administration, notably Samantha Power, have advocated that “humanitarian intervention” on the model of Kosovo should be a basic theme of U.S. policy.

Given the importance of Kosovo as a model for future military actions, it is important to understand more fully what actually happened in this critical case. New information has become available in recent years from the Milosevic war crimes trial and other basic sources — information that casts the war in a wholly different (and not so positive) light. In what follows, I will review some of these revelations, and how they have discredited widely accepted myths about the “benign” character of the Kosovo intervention.

A review of Gibbs’ book: here.

An interview with David N. Gibbs, author of First Do No Harm: Humanitarian Intervention and the Destruction of Yugoslavia: here.

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9 thoughts on “Yugoslavia war, 1999-2009

  1. Judge finds MP guilty of torture

    Kosovo: An EU-run court on Friday found an MP in Kosovo guilty of beating and torturing civilians when he led Western-backed separatists during the 1998-99 war.

    A spokesman for the EULEX expeditionary force in Kosovo said that the court sentenced former Kosovo Liberation Army commander Rrustem Mustafa to four years in prison.

    Mr Mustafa, who is known as Remi, is now an MP for the ruling Democratic Party of Kosovo.

    http://www.morningstaronline.co.uk/

  2. Thousands mark Tito’s birthday

    Wednesday 26 May 2010

    Thousands of people from all the former Yugoslav republics visited Josip Broz Tito’s grave on Tuesday to mark the 118th birthday of the communist leader.

    Citizens travelled from Slovenia, Croatia, Bosnia and Herzegovina, Montenegro and Macedonia to pay their respects at the former Yugoslav president’s mausoleum at the House of Flowers in Belgrade.

    Many waved the Yugoslav flag and banners emblazoned with “Proletarians of all countries – unite.”

    The Josip Broz Association and the newly registered Communist Party of Serbia organised the ceremony, which was held to the sound of partisan revolutionary songs.

    Milorad Radulovic, a Serb who lives in Stockholm, said that he comes to the ceremony every year to “honour the man who provided me and my family with a care-free childhood and a good life.”

    Tito was an outstanding partisan who helped establish the Socialist Federal Republic of Yugoslavia in 1943 as his forces expelled the nazis from the ethnically diverse federation’s territory.

    http://www.morningstaronline.co.uk/

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  5. I FALSI AMICI

    Dossier del Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia e di Un Ponte per… sulle infiltrazioni della destra nazionalista e fascista nelle campagne a sostegno delle vittime serbe delle guerre di secessione in Jugoslavia

    SINTESI: In contraddizione con la tradizione reale, storica, dell’atteggiamento della destra nazionalista e fascista riguardo agli jugoslavi in generale ed ai serbi in particolare, si registra da tempo uno strano interessamento di raggruppamenti neofascisti a proposito della “causa serba”. Questo interessamento sta avendo un apice negli ultimi tempi in iniziative riguardanti la componente serba del Kosovo. Purtroppo singoli elementi e settori reazionari, soprattutto legati alla emigrazione anticomunista e antijugoslava nella Trieste post-1945, quasi masochisticamente alimentano la presenza della destra fascista nelle iniziative che li riguardano.
    Un certo tipo di impostazione “separata” ed “escludente” della discussione sulle tematiche jugoslave (“Stato ortodosso”, “riunificazione della terra degli ortodossi”) ricalca, come riflettendola in uno specchio deformante, la visione mainstream cioè la vulgata corrente che vorrebbe la Jugoslavia come artificiale “gabbia dei popoli” la cui distruzione era inevitabile se non addirittura auspicabile perché le diverse “etnie” potessero liberamente esprimere la loro identità – o, per usare sempre il linguaggio della estrema destra: la loro spiritualità.
    In realtà, all’attivismo per così dire “sincero”, in buona fede, di elementi della destra estrema a sostegno di una malintesa “causa serba”, si affiancano componenti e motivazioni di carattere diverso. Si registrano infatti sempre più frequentemente tentativi di infiltrazione in iniziative pre-esistenti, avviate da molti anni dalle realtà progressiste no-war che si sono sempre coerentemente battute contro la guerra e contro la “etnicizzazione” dei rapporti nei Balcani. Talvolta si hanno casi di plagio o approcci di natura evidentemente provocatoria, mirati vuoi a “scavalcare” e “recuperare” iniziative e tematiche, vuoi a disarticolare e impedire la prosecuzione di un lavoro di solidarietà e contro-informazione impostato su basi limpide, democratiche e internazionaliste, per capovolgerlo e trasformarlo invece nel suo esatto contrario. Non è un segreto per nessuno che la fortissima presenza militare ed imprenditoriale in quei territori impone a Stati come l’Italia l’avvio di operazioni di intelligence mirate al controllo totale delle iniziative di solidarietà e delle loro possibili implicazioni politiche. E gli interessi geopolitici nell’area non sono solo di parte italiana, ma anche di altri Stati terzi, e persino di soggetti come la Chiesa cattolica. Nel migliore dei casi sono l’individualismo, il carrierismo, persino l’avidità di chi ha fiutato occasioni di investimento economico o turistico a causare confusione, consentendo che le iniziative nate nel campo della solidarietà tra lavoratori e tra popoli siano inquinate da concezioni inaccettabili, che la Storia ha messo al bando molti decenni fa, proprio soprattutto in quelle terre.
    Per quanto riguarda i serbi, non è inedito il ruolo fondamentalmente anti-patriottico dei cetnizi, da sempre collaborazionistidell’occupante straniero. Le simbologie reazionarie e nostalgiche, il revisionismo storico anti-partigiano, lo sciovinismo anti-islamico non sono segni di una ritrovata identità nazionale, ma al contrario sono fomentati dal “nuovo corso” anti-jugoslavo e filo-occidentale. La presenza e le attività di settori della destra estrema in ambito serbo portano acqua al mulino di chi della Serbia e dei serbi, negli ultimi 20 anni, ha voluto costruire una immagine negativa. Questi sono a tutti gli effetti i falsi amici del popolo serbo: è bene imparare a guardarsi le spalle.

    Leggi il Dossier alla nostra pagina:

    http://www.cnj.it/CNJ/falsiamici2013.htm#dossier

  6. Pingback: NATO’s oily Shell new strategy | Dear Kitty. Some blog

  7. Pingback: Nelson Mandela 1918-2013, fighter for equality and peace | Dear Kitty. Some blog

  8. AREZZO, SABATO 7 DICEMBRE 2013, ORE 11-18

    presso la Camera del Lavoro, via Monte Cervino 24

    CONVEGNO
    I FALSI AMICI

    Il fenomeno “rossobruni” / I fascisti del terzo millennio / Nazifascismo e Balcani / Nazifascismo e Medioriente / La Fondazione RSI / Infiltrazione nera nell’estrema sinistra / Nazifascismo e nazionalismi

    A 70 ANNI DALLA RESISTENZA
    CONTRO LE INFILTRAZIONI NEOFASCISTE
    NELLE INIZIATIVE DI SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE
    E NELLE LOTTE SOCIALI

    # organizzano:
    ANPI – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, sezione di Arezzo
    CAAT – Coordinamento Antifascista Antirazzista Aretino

    # promuovono:
    Un Ponte per… ONG
    Coordinamento nazionale per la Jugoslavia ONLUS
    Contropiano rivista

    *** Tutti i contributi sono adesso disponibili al link: http://www.cnj.it/INIZIATIVE/falsiamici.htm#programma

    Si tratta prevalentemente di documenti PDF, tranne un paio di casi in cui, non essendo pervenuti i testi, abbiamo selezionato e “ripulito” le tracce audio.

    CLICCA SUI LINK PER LEGGERE, ASCOLTARE O GUARDARE I CONTRIBUTI AL CONVEGNO:

    ORE 11:00 Interventi degli organizzatori e dei promotori

    coordina Susanna Angeleri
    introduzione [2' - file audio MP3 - 0,5MB]

    Guido Occhini (ANPI – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, sezione di Arezzo)
    saluto [10' - file audio MP3 - 2,5MB]

    Laura Vichi (CAAT – Coordinamento Antifascista Antirazzista Aretino)
    presentazione del Dossier Fondazione RSI [28' - file audio MP3 - 6,7MB]

    Alessandro Di Meo (Un Ponte per… ONG)
    un condominio di culture – presentazione del Dossier I FALSI AMICI [testo dell'intervento in formato PDF]

    Andrea Martocchia (Coordinamento nazionale per la Jugoslavia ONLUS)
    nazifascismo e balcani [testo dell'intervento in formato PDF - i na srpskohrvatskom: Nacifašizam i Balkan]

    Sergio Cararo (Contropiano Rivista)
    antifascismo permanente – un antidoto dentro il conflitto sociale [testo dell'intervento in formato PDF / testo online sulla Rivista Contropiano]

    ORE 13:30 Pausa

    ORE 14:30 Relazioni ad invito

    Claudia Cernigoi (La Nuova Alabarda / Diecifebbraio.info – Trieste)
    “rossobruni” e nuova destra “internazionalista” [testo dell'intervento in formato PDF]

    Fabio De Leonardis (storico – Bari)
    antisemitismo, fascismo e sionismo: triangolazioni inattese [testo dell'intervento in formato PDF]

    Davide Conti (storico – Roma)
    per una storia dell’infiltrazione “nera” nell’estrema sinistra [23' - file audio MP3 - 5,5MB]

    Vincenzo Brandi (Rete No War – Roma)
    la strumentalizzazione della questione medio-orientale [testo dell'intervento in formato PDF]

    A SEGUIRE Interventi programmati di gruppi e associazioni [38' - file audio MP3 - 9MB]

    [si ringrazia Simone Valli di ANPI Sarnano per le registrazioni audio]

    *** Leggi anche:
    Zone grigie e azione antifascista, in Italia. Oggi
    Lunedì, 09 Dicembre 2013 – Redazione Contropiano
    Ad Arezzo, sabato scorso, si è tenuto un interessante convegno …

    http://www.contropiano.org/politica/item/20838-zone-grigie-e-azione-antifascista-in-italia-oggi

  9. Pingback: Poet Attila the Stockbroker on German carnival and Ukraine | Dear Kitty. Some blog

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